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giovedì, 04 ottobre 2007

POLICE LIVE @ TORINO – STADIO DELLE ALPI 02/10/07 ovvero aspettavo questo concerto dal 1984 e avevo 10 anni ;-) (le foto e l'elaborazione grafica sono state fatte da Candy)
Allora….dunque….da dove iniziare….facciamo una bella premessa piuttosto importante e personale, i Police sono una delle band (insieme ai Clash e ai Beatles…impossibile to see) che avrei voluto vedere dal vivo dal lontano 1984 quando mio fratello (che vide i Police nel 1980 al Palasport di Torino grrrrr ;-)…), mi regalò la musicassetta di Outland d'Amour….Come dice Adonis se non hai vissuto i Police non potrai mai capirli, ascoltavo la cassetta in ogni dove, ne rimasi affascinato, poi andavo da mia cugina che aveva la cameretta tappezzata di poster di Sting e soci e la mia curiosità verso questa band cresceva sempre di più. Non posso non negare che hanno fatto e fanno ancora parte della mia esistenza. Quando vidi che avrebbero suonato a Torino non chiusi occhio per una notte intera (come Fantozzi quando gli regalarono i biglietti del circo)…ero teso già 5 mesi fa. Vedere una reunion dei Police nel 2007 è un bel casino…si perché se sei un fan inizi a porti tante domande soprattutto quando una reunion così inattesa piove inaspettata soprattutto per il difficile rapporto di convivenza tra i membri della band….ci vado per poter dire “io c’ero?”, vi vado perché..”azzo sono i Police!” negli anni 80 spaccavano i culi a ogni band dal vivo, i loro pezzi semplici e diretti diventavano tirati al fulmicotone dal vivo…quando sentivi nominare i Police negli anni 80 le pareti tremavano….ma vederli nel 2007? Arriviamo allo stadio presto (16.20), poca gente, compro subito il poster gigante ufficiale del tour, ci sediamo, (secondo anello lato est), posizione ottima, fa caldo, ricevo subito un sms del mio dirigente (lui è nella tribuna numerata tra i vip come Max Gazzè, Alba Parietti ??!?!, Silvestri, il sosia italiano di Sting cioè Nek ecc….), che mi dice “Mauri ma non c’è nessuno!!”; da quel momento a circa le 9.30 cado in una specie di catalessi e tanti pensieri inziano a roteare nella mia testa tipo “cacchio Mauri stai per vedere un concerto dei Police!!!”, “con Stewart Copeland alla batteria!!”, “avrò chiuso il gas a casa?”, che fanno passare quasi inosservati i due gruppi di supporto, la Notte della Taranta con Rais alla voce (voluti fortemente da Copeland grande appassionato di musica tradizionale), e il gruppo del figlio di Sting che non può che scimmiottare il padre…nella voce, nello stile, suona il basso (Candy mi dice…’minchia che figo!’), effettivamente sembra uscito da una serie Tv tipo Beverly Hills 90210. Una delle cose più emozionanti quando sei a un megaconcerto è il momento esatto che si spengono le luci dello stadio segnale che introduce l’arrivo della band sul palco…..vedere uno stadio che si spegne di botto e il boato del pubblico non è di tutti i giorni. Arriva Bob Marley Get Up Stand Up come intro, Adonis mi manda un sms (lui è sul prato) in lacrime….e poi….KABOOON…..direttamente dagli anni 80 eccoli…..i Police in carne e ossa….”Message in a Bottle”, subito non vengono accesi i maxischermi e Candy ironica mi dice “non si vede niente, potrebbe esserci qualsiasi gruppo sopra il palco!!. La gente è già in brodo di giuggiole, tutti ballano, cantano, saltano, battono le mani, noi venivamo spesso distratti dalle luci accese dei telefonini sul prato…ho acceso il Bluetooth per prova e mi sono arrivati na sfilza di contatti, credo anche quello di Trudi la moglie di Sting ;-) Andare a vedere un concerto dei Police nel 2007 ti fa pensare, ti accorgi che i tempi sono cambiati, la foga e il grezzume dei primi pezzi si è un po’ livellata, ora i suoni sono più morbidi, più soft, ma va bene così….Sting suona il basso da Dio è in gran forma, tiene un fisico da 30enne, improvvisa e canta divinamente bene anche se ha proprio la faccia da gran bastardo ;-)….loro sono in tre…non hanno basi, coriste ecc….e questo non è da tutti. Summers quello da sempre meno considerato è sicuramente quello che più è invecchiato mentre gli altri due sono ancora molto stilosi. Andy dalle sue ben 64 lune suona alla grande, forse un po’ noioso negli assoli troppo lunghi in certi tratti ma va bene così. Copeland alla batteria, un mito, fondatore ufficiale dei Police, personaggio leggendario per chi suona la batteria (“ma come cacchio fa a tenere quei ritmi sul charleston?!?”)…ha suonato benissimo…però al minimo sindacale…non ha fatto tutte le mega rullate, i cambi di tempo che caratterizzavano la potenza, la particolarità dei Police che tutti si aspettavano, me compreso, ma va benissimo così. Un vero concerto di classici, “So Lonely”, “Roxanne”, “Invisible Sun”, “King of Pain”, “Wrapped around your finger", “De do do do, de da da da", “Every breath you take", "Synchronicity", "Walking on the moon", "Hole in my life", "Cant stand losing you", "Don't stand so close to me" ecc….tutti molto ben confezionati, in due ore e mezza sicuramente non hanno deluso, non mi hanno deluso nonostante le frecciatine di Sting verso Copeland ;-) che fanno sorridere (o ma non è che ci marciano!??!)….(in ‘So Lonely’ Sting ha cambiato il testo dicendo ‘welcome to the Stewart Copeland show ;-)….). Sono contento, ho i brividi, gli occhi lucidi un bel pezzo di storia è passato sotto i miei occhi e proprio da questa esperienza sono ancora più consapevole che il tempo gradatamente cambia tutte le carte in tavola, avanza insesorabile e gestisce in modo malinconico il passare degli anni. Torniamo a casa felici, ma con tante sensazioni, una in particolare e piuttosto banale….”non sono cambiati i Police, sono cambiati i tempi e noi con essi”. E questo è ancora più importante perché fa capire che una cosa è realmente vera e bella quando la associ, senza far scendere la lacrimuccia, a dei periodi meravigliosi della tua vita….ecco questo è stato per me vedere i Police dal vivo…la colonna sonora della mia crescita come un genitore che ti abbandona piano piano quando vede che sei ormai maturo per procedere da solo…e non posso che dire un po’ ruffianamente….GRAZIE Stewart, Andy, Sting….ci vediamo tra 27 anni...(P.s. ma tra 27 anni ci saranno 65.000 persone che riempiranno uno stadio per vedere che sò, i White Stripes? I Bloc Party? Uhmmmm…. altro segno che la storia della musica attuale viaggia su binari ben lontani….). Un salutone agli amici che ho beccato allo stadio (per caso e non), in particolare Adonis, Mag (i tuoi amici mi devono una cena ;-)…..), Ste, Sara, Luca, Vito, Vince, Marco e alle amiche della mia ex che mi hanno anche salutato ;-)…cosa non fanno i Police ;-))))))))))))) 
Ho un brutto carattere, scontroso ed egocentrico, il vero protagonista sono io….un po’ come Sting. Ho 100 travestimenti come Arturo Brachetti in due secondi cambio quello che vedono i tuoi occhi…sono un ingannatore “Sedetevi, non c’è da pagare alcun biglietto, nessuna sorpresa, nessun mistero in questo mio teatro che io chiamo anima, la star dello spettacolo sono sempre io” – “So Lonely”. La politica mi crea tanta confusione e me ne frego altamente di come possono andare le cose tanto la crisi qui da noi non esiste “non sono altro che assegni non firmati, nella banca del mio disordine mentale” – “De do do do de da da da”; ti cazzio perché non hai le palle per affrontare i problemi del quotidiano, esci subito di scena…così…come una persona con un brutto carattere può fare, brontolare su se stessi all’infinito “Vivi la tua vita come un canarino in una miniera sei così timoroso anche quando tutto è così semplice” – “Canary in a Coalmine”, scegliersi una propria isola deserta su Second Life dove il coraggio vien navigando “Soltanto un naufrago, un’isola persa nel mare, una altro giorno di solitudine, nessun intorno, salvami prima che sprofondi nella disperazione, invierò un s.o.s. al mondo” – “Message in a bottle”, e lanci grida senza sonoro a una rete che pensa solo ai fatti suoi…aspettando che la notte soffochi i tuoi pensieri “portami la notte, non potrei sopportare un’altra ora di luce” – “Bring on the night”, vengo criticato perché passo le mie giornate in casa davanti alla luce fioca del monitor, senza fare niente, senza vedere realmente niente “qualcuno potrebbe dire che butto via le mie giornate niente di più falso e se poi questo è il prezzo che devo pagare, domani come si dice, è un altro giorno tu te ne starai immobile mentre io posso continuare a giocare” – “Walking on the moon”. Ho un brutto carattere ma sono capace di amare e la ragazza che stà accanto a me trasforma una giornata di pioggia in occasioni per analizzare il problema nel modo giusto “davvero devo raccontare la storia dei mille giorni piovosi che sono passati dalla prima volta che ci siamo incontrati l’ombrello sarebbe grande abbastanza ma alla fine quello che si bagna sono sempre io” - “Every little thing she does is magic”, ormai tutti ci nascondiamo, non veniamo alla luce, non si rischia più e tutte le strade sembrano già battute e noiose già all’inizio del viaggio “non c’è tempo per pensare, non c’è tempo per osare” – “No time this time”, chi lavora continua a subire il degenerare delle fabbriche, alienato come un’avatar sfigato di Second Life…è la stessa cosa “lavoro tutto il giorno in fabbrica metto insieme una macchina che non è per me dev’esserci una ragione che non riesco a capire devi solo tornare umano” – “Rehumanise yourself”….e il passare dei giorni aggiunge un mattone al tuo grigiore….non ho un bel carattere….nessuno ha un bel carattere al mattino di un altro giorno “un altro grigio mattino industriale” – “Synchronicity II”. Ho fantasmi da cacciare che mi trafiggono la notte nel letto, dalla gola fino al midollo e il vuoto del letto è una verità amare in questa città industriale “la verità fa male a tutti” – Truth hits everybody”, e al mattino capire che non sono niente senza questo brutto carattere che mi ritrovo, spengo il mio avatar  e ti guardo finalmente negli occhi. CTRL – ALT – CANC “il letto è troppo grande senza te, un vento freddo soffia attraverso la mia porta aperta non posso dormire con il ricordo di te rivivendo le cose che abbiamo fatto come se le avessi sognate” – “The Bed’s too big without you”.
Randy (Kevin Bacon) parla in macchina con Willard (il contadino danzatore) nel film Footlose:
Randy: Conosci i Man At Work?
Willard: Gli uomini al lavoro?
Randy: No no.. e i Police?
Willard: Si li ho visti!!
Randy: Dal vivo? A un concerto?
Willard: No no sono dietro di noi (e vengono fermati da una volante della polizia)
Dialogo sentito da un mio amico mentre stava attraversando il mercato rionale di Piazza Santa Rita il giorno del concerto dei Police:
minchia lo sai che lui abita vicino al delle alpi è c’è già la pula”
“sì suonano il polis, una cosa del genere boh non ho capito”
“minchia i Polise!...”
“ma son famosi??”
“minchia è vent’anni che suonano!”
Tutto esaurito a Torino per il rientro del trio Sting-Copeland-Summers
Si parte alla grande, con "Message in a bottle": sul palco una grande energia

I Police conquistano l'Italia
brani-cult, folla e tanta emozione

Dalla Repubblica del 03/10/07

<B>I Police conquistano l'Italia<br>brani-cult, folla e tanta emozione</B>

Sting a Torino

TORINO - E' una platea affollata e gioiosa quella che assiste al ritorno dei Police al Delle Alpi di Torino. Sono passati 27 anni dall'ultimo concerto di Sting, Copeland e Summers in questo stadio, 24 dall'ultimo tour in Italia prima della loro litigiosissima rottura.

L'inizio del concerto sulle note di Message in a bottle quasi si perde nel potente boato dei 65 mila giunti da tutta Italia per l'unica tappa di una tournée mondiale che fino a un anno fa sembrava impossibile, tanti erano gli stracci volati tra i tre musicisti anche dopo l'avvio delle loro fortunate carriere soliste. Tra le incredibili reunion che hanno segnato il 2007, quella dei Police era davvero la meno probabile ma a conti fatti è anche la più completa e realistica, visti i monchi ritorni dei Genesis e degli Who e, a novembre prossimo, dei Led Zeppelin privi di Bonham.

Quanto accade sul palco è un déjà vu da pelle d'oca, mai tanto gradito: Sting s'inerpica sulle note acute al limite del falsetto proprio come faceva allora, la batteria di Copeland ha lo stesso inconfondibile suono delle pelli accordate fino al punto di rottura, Summers gioca con la sua chitarra come fossero due, è lui il vero centro alchemico del trio che seppe sfilare il rock dalla ghigliottina nichilista del punk, puntando con fiducia sul crossover e sul ritmo in levare del reggae.

"Dai a Sting quello che vuole" continua a dirsi Copeland dall'inizio del tour, partito il 27 maggio scorso a Vancouver. E stasera c'è qualche motivo in più per tenere a bada l'ego ipertrofico della voce dei Police: il concerto di Torino cade nel giorno in cui Sting festeggia i suoi 56 anni, e tutto succede all'indomani del conferimento da parte del ministro della cultura francese del titolo di Cavaliere dell'Ordine delle arti e delle lettere che Sting condivide con i suoi due compagni di strada. Un dettaglio che deve avergli messo le ali all'autostima se è vero che ha sempre considerato i suoi testi degni della migliore letteratura.

La serata Police è stata aperta dalla voce di Raiz e dai ritmi della Notte della Taranta, nella versione diretta da Vittorio Cosma e arrangiata nel 2003 da Copeland, e ha avuto poi una spalla familiare quando sul palco sono saliti i Fiction Plane guidati dal figlio di Sting, Joe Sumner, che hanno offerto quasi una riedizione dei primi Police (molto più Reggatta de Blanc che Outlandos d'amour) bagnati però in un post grunge che ha studiato la lezione dei Nirvana e dei Pearl Jam.

Quindi sono sulla scena sono entrati i tre marziani londinesi, e hanno conquistato subito il palco e il cuore della platea con la stessa energia di trent'anni fa, con l'esperienza e la malizia accumulati nel tempo e con una nuova, cristallina e strabiliante sintonia rodata nella parte americana ed esplosa nella parte europea di questo tour.

Sarà pure che Sting insegue in ogni concerto la perfezione quasi fosse un suo personale incubo ma in questi redivivi Police sembrano sciolte tutte le tensioni accumulate negli anni: Syncronicity II e Walking on the moon sono un colpo al cuore dei fan quarantenni, ma a cantarle in coro sono anche i più giovani, Don't stand so close to me e Driven to tears verrebbe voglia di cantarle a squarciagola se solo avessimo la voce di quell'usignolo ultracinquantenne di Sting.

C'è una magia, in certi ritorni, che può tagliare la parola in bocca ai critici e che riesce ad annullare in un secondo ogni timore di effetto nostalgia. Più moderni di allora, ancora in grado di emozionare, sono tornati i Police.
la mente malsana e Poppettosa di: SnoopySnacks data astrale 07:34 | Link | commenti (30)
categoria:pop in progress, sognare pop, checkpop, icone pop, ho scritto pop sulla sabbia, ctrl alt pop, cantando sotto la mole, se sting insegnava
venerdì, 08 giugno 2007

Ci sono "giorni gloriosi" nella vita di ogni uomo...sono pochi e si contano sulle dita delle mani. Quando però li senti arrivare è un piacere perdersi in loro....Ci sono nella vita di ogni persona i "giorni di gloria"...oggi è uno di quelli per me e permettetemi di sentirmi cosi.....come nel video di Just Jake.....

Mauri_Drum
Il disco per il week-end......Glen Hansard and Marketa Irglova "The Swell Season" - 2007

Glen Hansard voce e chitarra della mitica band irlandese The Frames nonchè attore nel film di Alan Parker The Commitments. The Swell Season nasce con la collaborazione della stumentista classica della Repubblica Ceca Marketa Irglova. Nel 2006 è andato in tour con Damien Rice.

Track List:

  1. "This Low"
  2. "Sleeping"
  3. "Falling Slowly"
  4. "Drown Out"
  5. "Lies"
  6. "When Your Mind's Made Up"
  7. "The Swell Season"
  8. "Leave"
  9. "The Moon"
  10. "Alone Apart"

Songs from the Rain....ne abbiamo vista parecchia in questi giorni qui a Torino....per la prima volta ho suonato sotto il diluvio l'altra sera, il suono della pioggia sopra la tettoia del palco nella pausa tra un pezzo e l'altro mi faceva sentire un marinaio su una nave in cerca d'identità...come onde violente che si infrangono a prua.... 

Palco_Chieri

Songs from the Rain....il ticchettio e il suono che provocano le gocce di pioggia al loro arrivo sulla terra ha ispirato mille canzoni....i primi due pezzi di Glen "In the Arms of this Low" e "Sleeping" sono da ascoltare mentre fuori le previsioni della serata tendono a dare rovesci o quando state tornando con la vostra morosa dal "Planetario" di Alpette. Il primo termine di paragone è sicuramente Cat Stevens...ma non è così...i pezzi ricordano con ottimismo luoghi che non ci sono più....."TRANVIERE: "ma tipo che manco sapete che hanno aperto 'Oscian' e 'l'Ichea", e che hanno chiuso il bar Zucca e l'Impera? - I signori Tornio fanno cenno di no. TRANVIERE: "e che in Piazza Castello c'è un Macdonalds? O che nel Quadrilatero Romano adesso non ci stiamo più noi morti di fame, ma stanno tutti architetti e architette e artisti e artiste e stilisti e stiliste e che di lavoro fanno 'sta movida'?" - G. Culicchia "Ritorno a Torino dei Signori Tornio". Nel disco gli strumenti principali sono la chitarra di Glen, il piano, la stupenda voce di Marketa e archi a volontà.....Glen è quello dalla voce da raccontatore di storie di folletti e mondi impossibili che trovi in ogni pub di Dublino. "Leave"..potrebbe essere un gioiello elettroacustico dei Radiohead...."Leave" è quando sai che è arrivato il momento di lasciar andare una cosa per rendere il suo sapore infinito.....

PASSATO.......Jefferson Airplane

PRESENTE: Jorma Kaukonen And Jack Casady Hot Tuna - Maison Musique - Rivoli 04/02/07 (Astro di spalle)
Si è  fortunati se si ha la possibilità di riuscire a vedere la storia invece che leggerla perchè poi la mente parte per la tangente in una meridiana infinita, si stacca dalla tua anima e inizi a porti qualche domanda...quanti occhi avrà attraversato lo sguardo di Jorma? Cosa si saranno detti lui e Janis Joplin la sera che hanno suonato insieme al Fillmore? Avranno parlato del tempo? Si sarà addormentato guardando la baia di San Francisco? Jerry Garcia avrà parlato con lui del trip della sera precedente? E intanto ci si muove sui margini e la camminata si fa insicura e la barba sempre più folta. Il tempo lontano sembra sempre quello che manca di più nel presente perchè si era più semplici quando le cose non erano state ancora inventate. Ora è tutto così complicato e troppo transitorio....compri una cosa che è già vecchia, una volta che lo spazio per creare era inesplorato, una volta le cose nascevano per restare.....
Gli Hot Tuna nascono fine anni 60 da una costola dei Jefferson Ariplane con il cantante e chitarrista Jorma Kaukonen e il bassista Jack Casady.....rock-roots mischiato con il folk e il country....atmosfera e concerto eccezionali.....
e non posso che consigliarvi ultimo disco di Jorma Kaukonen...."Stars in My Crown"
"Il vento zufolava su per i camini un'antica canzone sul tempo passato e luoghi comuni" - Ray Bradbury "L'albero di halloween"
"La memoria è il diario che ciascuno di noi porta sempre con se"  Oscar Wilde
"Quando avevo tra i 12 e i 19 anni, accendevi la radio e c'erano i Beatles, Joan Baez, Dylan, i Jefferson Airplane, la Motown, James Brown, i Beach Boys, sentivi i Jackson 5, Hendrix, i Rolling Stones tutto insieme! Non come oggi. Ora la musica è totalmente ghettizzata. Ascolti le stazioni 'metropolitane', ascolti quelle a base di 'oldies'...erano anni molto più stimolanti, molti più interessanti e potevi avere dei rapporti sessuali senza rischiare la pelle." - John Landis regista dei Blues Brothers ecc.....
"Noi, come i bambini, come veri figli della natura, siamo nati solo per essere fantastici." - Aforisma Hippie
la mente malsana e Poppettosa di: SnoopySnacks data astrale 08:19 | Link | commenti (11)
categoria:sognare pop, icone pop, ho scritto pop sulla sabbia, il disco per il week end, se sting insegnava
venerdì, 01 giugno 2007

Happy Birthday Mr. President....Ops....MR PEPPER's......from 01/06/67 to 01/06/07.....

"Ci sono solo circa cento persone al mondo che capiscono la nostra musica" - John Lennon 1967

"La sua stanza era accanto al bagno. Era piccola e molto semplice, con la sola finestra, un grande armadio marrone e un letto singolo che occupava gran parte del pavimento. Una mensola sul muro conteneva alcune cose interessanti: un paio di disegni di Jean Cocteau della serie Opium, uno dei quali in una cornice rotta: alcuni volumi in edizione originale, una raccolta di Alfred Jarry, alcuni plettri di chitarra. Sotto il letto, dove un tempo ci sarebbe stato il vaso da notte, una pila di dischi d'oro e le insegne di "baronetto". Un basso elettrico era appoggiato in un angolo e sulla custodia era stampigliato BEATLES in lettere bianche. Non c'era posto per altri strumenti. Non c'era posto nemmeno per i dischi. I pochi che aveva li teneva fuori dalla stanza, sul pianerottolo....la casa era vicino ad Abbey Road, dove Sergeant Pepper  veniva registrato....

All'epoca Sgt Pepper fu il disco più costoso che fosse mai stato realizzato. Per la registrazione, ci volle un tempo senza precedenti: 400 ore di sala d'incisione e un costo di oltre 10.000 sterline (20.000 dollari) che , oggi come oggi, sarebbe economico. Il primo disco dei Beatles era stato fatto in un giorno: le sedute di Sgt Pepper cominciarono nel novembre 1966 e andarono avanti fino al marzo 1967. "La gente, un bel pò di gente, è pronta per il prossimo suono. Sono pronti, aspettano la prossima tappa musicale, la prossima tappa del suono. Molta gente adesso è pronta a essere condotta verso il passo successivo." - Paul McCartney

La copertina dell'album, così come la musica, rispecchiava perfettamente l'ora del suo parto. L'artista pop Peter Blake ebbe l'incarico di disegnare una copertina graficamente tanto all'avanguardia quanto lo erano i quattro autori del disco, senza curarsi delle convenzioni e delle spese. I Beatles, che reggevano degli strumenti bandistici e vestivano uniformi di raso rosa, azzurro, giallo e scarlatto, stavano con finta sollenità, dietro il loro nome, scritto con dei fiori, in mezzo a un collage di figure che rappresentavano i loro numerosi eroi. Il gruppo comprendeva Bob Dylan, Karl Marx, Stanlio e Olio, Aleister Crowley, Marlon Brando, Diana Dors, Dummy, Mirk, le mie ex...tutte le facce alla moda della pop art. C'erano anche spiritosaggini private, come le ridicole statue di cera di Madame Tussaud degli stessi Beatles, un Buddha di paglia e una bambola con un cartello che diceva "Benvenuti Rolling Stones". In un angolo, accanto a Aubrey Beardsley e sopra la testa di Sonny Liston, la faccia di Stu Sutcliffe, il Beatle scomparso, faceva capolino da un frammento di fotografia durante qualche notte di Amburgo ormai dimenticata. Dapprima la EMI si rifiutò di produrre la copertina di Sgt Pepper. Si temeva che i personaggi celebri, ancora in vita, intentassero un'azione legale contro la società.....

Il finale di "A Day in the Life" doveva essere, per usare le parole di John, "un suono che parte dal nulla e arriva alla fine del mondo."

ecco un bel tributo (dei tanti in circolazione),  a Sgt Pepper...curato da Mojo
SgtPepper
....
e non poteva mancare Astro che...suona proprio Sgt Pepper's Lonely Hearts Club Band....con la sua band....;-)
la vita è fatta ci continui PROVINI......come disse John sul tetto della Apple...."Vorrei dire tante grazie a tutti quanti da parte del complesso e da parte mia, e spero di aver superato l'audizione."
la mente malsana e Poppettosa di: SnoopySnacks data astrale 07:45 | Link | commenti (6)
categoria:pop in progress, sognare pop, icone pop, ho scritto pop sulla sabbia, cantando sotto la mole, se sting insegnava
martedì, 22 maggio 2007

E' nata dopo mesi e mesi e mesi e mesi di pensieri notturni la rubrica "Se Sting faceva l'insegnante saprà farlo anche Astro"; una rubrica gustosa di consigli musicali alla scoperta (un pò come "Voyager") di band e cantanti non troppo famosi....ora salgo in cattedra e parlerò di un dvd che ho appena acquistato.....loro sono gli Stone  the Crows di Maggie Bell.

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Gli Stone the Crows sono una potente band anni 70 (nata però nel 68) di  rock-blues (formata da membri che suonavano e che poi ritorneranno con John Mayall....), nati in Scozia e scoperti da Peter Grant (manager dei Led Zeppelin). Maggie Bell leader carismatica molto influenzata, sia per la sua voce potente che per la presenza scenica, dalla mitica Janis Joplin. Rock blues bianco all'ennesima potenza,  una volta o sapevi suonare o sapevi suonare, i musicisti non avevano bisogno di basi, antenne da attaccare alle chitarre o scenografie mastodontiche che il più delle volte nascondono invece di mostrare. Un cavo all'ampli e tanta tanta potenza, il dvd è ottimamente registrato e le riprese sono incredibili. Lei non bellissima ma molto sensuale, la sua band spaziale....il chitarrista Jimmy McCulloch giovanissimo ha la paletta della chitarra quasi più grossa delle sue dita,  andrà poi a suonare insieme a Paul McCartney nei Wings. Concerto Workshop registrato in Germania ma senza pubblico nel 1973....consigliatissimo....una perla nascosta.....

Scaletta:

- On the Highway - Going Down - Penicillin Blues - Niagara - Sunset Cowboy - Palace of the King - Good Time Girl

"I need Your Love" in un concerto più recente....

la mente malsana e Poppettosa di: SnoopySnacks data astrale 08:19 | Link | commenti (12)
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