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martedì, 23 ottobre 2007

CI SONOOO MA SONO SOMMERSO DI LAVORO, STUDIO, CORSI SERALI, CASA NUOVA E VECCHIA...VI PENSO....STAY TUNED FOR MORE HAPPY DAYS!!!! INTANTO VI LASCIO CON UNA FOTO DI CANDY DEL CONCERTO DEI JINGO DE LUNCH DI FINE SETTEMBRE A TORINO E CON UN BEL PASSO INDIETRO NEL TEMPO VI LASCIO ANCHE L'ARTICOLO DEL LORO CONCERTO  INIZIO ANNI 90 ALL'HIROSHIMA DIRETTAMENTE DAL MIO ARCHIVIO PERSONALE CHIUSO IN CASSAFORTE....AH DIMENTICAVO..PRIMA DEI JINGO HANNO SUONATO GLI ARSENICO.....MOLTO BRAVI...A ME HANNO RICORDATO PARECCHIO I NEGAZIONE...MA SOPRATTUTTO NON HO PIU' TRATTENUTO CANDY QUANDO GLI ARSENICO HANNO COVERIZZATO "FEGATO SPAPPOLATO" DI VASCO....GRANDI!!!! 

la mente malsana e Poppettosa di: SnoopySnacks data astrale 14:37 | Link | commenti (15)
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giovedì, 04 ottobre 2007

POLICE LIVE @ TORINO – STADIO DELLE ALPI 02/10/07 ovvero aspettavo questo concerto dal 1984 e avevo 10 anni ;-) (le foto e l'elaborazione grafica sono state fatte da Candy)
Allora….dunque….da dove iniziare….facciamo una bella premessa piuttosto importante e personale, i Police sono una delle band (insieme ai Clash e ai Beatles…impossibile to see) che avrei voluto vedere dal vivo dal lontano 1984 quando mio fratello (che vide i Police nel 1980 al Palasport di Torino grrrrr ;-)…), mi regalò la musicassetta di Outland d'Amour….Come dice Adonis se non hai vissuto i Police non potrai mai capirli, ascoltavo la cassetta in ogni dove, ne rimasi affascinato, poi andavo da mia cugina che aveva la cameretta tappezzata di poster di Sting e soci e la mia curiosità verso questa band cresceva sempre di più. Non posso non negare che hanno fatto e fanno ancora parte della mia esistenza. Quando vidi che avrebbero suonato a Torino non chiusi occhio per una notte intera (come Fantozzi quando gli regalarono i biglietti del circo)…ero teso già 5 mesi fa. Vedere una reunion dei Police nel 2007 è un bel casino…si perché se sei un fan inizi a porti tante domande soprattutto quando una reunion così inattesa piove inaspettata soprattutto per il difficile rapporto di convivenza tra i membri della band….ci vado per poter dire “io c’ero?”, vi vado perché..”azzo sono i Police!” negli anni 80 spaccavano i culi a ogni band dal vivo, i loro pezzi semplici e diretti diventavano tirati al fulmicotone dal vivo…quando sentivi nominare i Police negli anni 80 le pareti tremavano….ma vederli nel 2007? Arriviamo allo stadio presto (16.20), poca gente, compro subito il poster gigante ufficiale del tour, ci sediamo, (secondo anello lato est), posizione ottima, fa caldo, ricevo subito un sms del mio dirigente (lui è nella tribuna numerata tra i vip come Max Gazzè, Alba Parietti ??!?!, Silvestri, il sosia italiano di Sting cioè Nek ecc….), che mi dice “Mauri ma non c’è nessuno!!”; da quel momento a circa le 9.30 cado in una specie di catalessi e tanti pensieri inziano a roteare nella mia testa tipo “cacchio Mauri stai per vedere un concerto dei Police!!!”, “con Stewart Copeland alla batteria!!”, “avrò chiuso il gas a casa?”, che fanno passare quasi inosservati i due gruppi di supporto, la Notte della Taranta con Rais alla voce (voluti fortemente da Copeland grande appassionato di musica tradizionale), e il gruppo del figlio di Sting che non può che scimmiottare il padre…nella voce, nello stile, suona il basso (Candy mi dice…’minchia che figo!’), effettivamente sembra uscito da una serie Tv tipo Beverly Hills 90210. Una delle cose più emozionanti quando sei a un megaconcerto è il momento esatto che si spengono le luci dello stadio segnale che introduce l’arrivo della band sul palco…..vedere uno stadio che si spegne di botto e il boato del pubblico non è di tutti i giorni. Arriva Bob Marley Get Up Stand Up come intro, Adonis mi manda un sms (lui è sul prato) in lacrime….e poi….KABOOON…..direttamente dagli anni 80 eccoli…..i Police in carne e ossa….”Message in a Bottle”, subito non vengono accesi i maxischermi e Candy ironica mi dice “non si vede niente, potrebbe esserci qualsiasi gruppo sopra il palco!!. La gente è già in brodo di giuggiole, tutti ballano, cantano, saltano, battono le mani, noi venivamo spesso distratti dalle luci accese dei telefonini sul prato…ho acceso il Bluetooth per prova e mi sono arrivati na sfilza di contatti, credo anche quello di Trudi la moglie di Sting ;-) Andare a vedere un concerto dei Police nel 2007 ti fa pensare, ti accorgi che i tempi sono cambiati, la foga e il grezzume dei primi pezzi si è un po’ livellata, ora i suoni sono più morbidi, più soft, ma va bene così….Sting suona il basso da Dio è in gran forma, tiene un fisico da 30enne, improvvisa e canta divinamente bene anche se ha proprio la faccia da gran bastardo ;-)….loro sono in tre…non hanno basi, coriste ecc….e questo non è da tutti. Summers quello da sempre meno considerato è sicuramente quello che più è invecchiato mentre gli altri due sono ancora molto stilosi. Andy dalle sue ben 64 lune suona alla grande, forse un po’ noioso negli assoli troppo lunghi in certi tratti ma va bene così. Copeland alla batteria, un mito, fondatore ufficiale dei Police, personaggio leggendario per chi suona la batteria (“ma come cacchio fa a tenere quei ritmi sul charleston?!?”)…ha suonato benissimo…però al minimo sindacale…non ha fatto tutte le mega rullate, i cambi di tempo che caratterizzavano la potenza, la particolarità dei Police che tutti si aspettavano, me compreso, ma va benissimo così. Un vero concerto di classici, “So Lonely”, “Roxanne”, “Invisible Sun”, “King of Pain”, “Wrapped around your finger", “De do do do, de da da da", “Every breath you take", "Synchronicity", "Walking on the moon", "Hole in my life", "Cant stand losing you", "Don't stand so close to me" ecc….tutti molto ben confezionati, in due ore e mezza sicuramente non hanno deluso, non mi hanno deluso nonostante le frecciatine di Sting verso Copeland ;-) che fanno sorridere (o ma non è che ci marciano!??!)….(in ‘So Lonely’ Sting ha cambiato il testo dicendo ‘welcome to the Stewart Copeland show ;-)….). Sono contento, ho i brividi, gli occhi lucidi un bel pezzo di storia è passato sotto i miei occhi e proprio da questa esperienza sono ancora più consapevole che il tempo gradatamente cambia tutte le carte in tavola, avanza insesorabile e gestisce in modo malinconico il passare degli anni. Torniamo a casa felici, ma con tante sensazioni, una in particolare e piuttosto banale….”non sono cambiati i Police, sono cambiati i tempi e noi con essi”. E questo è ancora più importante perché fa capire che una cosa è realmente vera e bella quando la associ, senza far scendere la lacrimuccia, a dei periodi meravigliosi della tua vita….ecco questo è stato per me vedere i Police dal vivo…la colonna sonora della mia crescita come un genitore che ti abbandona piano piano quando vede che sei ormai maturo per procedere da solo…e non posso che dire un po’ ruffianamente….GRAZIE Stewart, Andy, Sting….ci vediamo tra 27 anni...(P.s. ma tra 27 anni ci saranno 65.000 persone che riempiranno uno stadio per vedere che sò, i White Stripes? I Bloc Party? Uhmmmm…. altro segno che la storia della musica attuale viaggia su binari ben lontani….). Un salutone agli amici che ho beccato allo stadio (per caso e non), in particolare Adonis, Mag (i tuoi amici mi devono una cena ;-)…..), Ste, Sara, Luca, Vito, Vince, Marco e alle amiche della mia ex che mi hanno anche salutato ;-)…cosa non fanno i Police ;-))))))))))))) 
Ho un brutto carattere, scontroso ed egocentrico, il vero protagonista sono io….un po’ come Sting. Ho 100 travestimenti come Arturo Brachetti in due secondi cambio quello che vedono i tuoi occhi…sono un ingannatore “Sedetevi, non c’è da pagare alcun biglietto, nessuna sorpresa, nessun mistero in questo mio teatro che io chiamo anima, la star dello spettacolo sono sempre io” – “So Lonely”. La politica mi crea tanta confusione e me ne frego altamente di come possono andare le cose tanto la crisi qui da noi non esiste “non sono altro che assegni non firmati, nella banca del mio disordine mentale” – “De do do do de da da da”; ti cazzio perché non hai le palle per affrontare i problemi del quotidiano, esci subito di scena…così…come una persona con un brutto carattere può fare, brontolare su se stessi all’infinito “Vivi la tua vita come un canarino in una miniera sei così timoroso anche quando tutto è così semplice” – “Canary in a Coalmine”, scegliersi una propria isola deserta su Second Life dove il coraggio vien navigando “Soltanto un naufrago, un’isola persa nel mare, una altro giorno di solitudine, nessun intorno, salvami prima che sprofondi nella disperazione, invierò un s.o.s. al mondo” – “Message in a bottle”, e lanci grida senza sonoro a una rete che pensa solo ai fatti suoi…aspettando che la notte soffochi i tuoi pensieri “portami la notte, non potrei sopportare un’altra ora di luce” – “Bring on the night”, vengo criticato perché passo le mie giornate in casa davanti alla luce fioca del monitor, senza fare niente, senza vedere realmente niente “qualcuno potrebbe dire che butto via le mie giornate niente di più falso e se poi questo è il prezzo che devo pagare, domani come si dice, è un altro giorno tu te ne starai immobile mentre io posso continuare a giocare” – “Walking on the moon”. Ho un brutto carattere ma sono capace di amare e la ragazza che stà accanto a me trasforma una giornata di pioggia in occasioni per analizzare il problema nel modo giusto “davvero devo raccontare la storia dei mille giorni piovosi che sono passati dalla prima volta che ci siamo incontrati l’ombrello sarebbe grande abbastanza ma alla fine quello che si bagna sono sempre io” - “Every little thing she does is magic”, ormai tutti ci nascondiamo, non veniamo alla luce, non si rischia più e tutte le strade sembrano già battute e noiose già all’inizio del viaggio “non c’è tempo per pensare, non c’è tempo per osare” – “No time this time”, chi lavora continua a subire il degenerare delle fabbriche, alienato come un’avatar sfigato di Second Life…è la stessa cosa “lavoro tutto il giorno in fabbrica metto insieme una macchina che non è per me dev’esserci una ragione che non riesco a capire devi solo tornare umano” – “Rehumanise yourself”….e il passare dei giorni aggiunge un mattone al tuo grigiore….non ho un bel carattere….nessuno ha un bel carattere al mattino di un altro giorno “un altro grigio mattino industriale” – “Synchronicity II”. Ho fantasmi da cacciare che mi trafiggono la notte nel letto, dalla gola fino al midollo e il vuoto del letto è una verità amare in questa città industriale “la verità fa male a tutti” – Truth hits everybody”, e al mattino capire che non sono niente senza questo brutto carattere che mi ritrovo, spengo il mio avatar  e ti guardo finalmente negli occhi. CTRL – ALT – CANC “il letto è troppo grande senza te, un vento freddo soffia attraverso la mia porta aperta non posso dormire con il ricordo di te rivivendo le cose che abbiamo fatto come se le avessi sognate” – “The Bed’s too big without you”.
Randy (Kevin Bacon) parla in macchina con Willard (il contadino danzatore) nel film Footlose:
Randy: Conosci i Man At Work?
Willard: Gli uomini al lavoro?
Randy: No no.. e i Police?
Willard: Si li ho visti!!
Randy: Dal vivo? A un concerto?
Willard: No no sono dietro di noi (e vengono fermati da una volante della polizia)
Dialogo sentito da un mio amico mentre stava attraversando il mercato rionale di Piazza Santa Rita il giorno del concerto dei Police:
minchia lo sai che lui abita vicino al delle alpi è c’è già la pula”
“sì suonano il polis, una cosa del genere boh non ho capito”
“minchia i Polise!...”
“ma son famosi??”
“minchia è vent’anni che suonano!”
Tutto esaurito a Torino per il rientro del trio Sting-Copeland-Summers
Si parte alla grande, con "Message in a bottle": sul palco una grande energia

I Police conquistano l'Italia
brani-cult, folla e tanta emozione

Dalla Repubblica del 03/10/07

<B>I Police conquistano l'Italia<br>brani-cult, folla e tanta emozione</B>

Sting a Torino

TORINO - E' una platea affollata e gioiosa quella che assiste al ritorno dei Police al Delle Alpi di Torino. Sono passati 27 anni dall'ultimo concerto di Sting, Copeland e Summers in questo stadio, 24 dall'ultimo tour in Italia prima della loro litigiosissima rottura.

L'inizio del concerto sulle note di Message in a bottle quasi si perde nel potente boato dei 65 mila giunti da tutta Italia per l'unica tappa di una tournée mondiale che fino a un anno fa sembrava impossibile, tanti erano gli stracci volati tra i tre musicisti anche dopo l'avvio delle loro fortunate carriere soliste. Tra le incredibili reunion che hanno segnato il 2007, quella dei Police era davvero la meno probabile ma a conti fatti è anche la più completa e realistica, visti i monchi ritorni dei Genesis e degli Who e, a novembre prossimo, dei Led Zeppelin privi di Bonham.

Quanto accade sul palco è un déjà vu da pelle d'oca, mai tanto gradito: Sting s'inerpica sulle note acute al limite del falsetto proprio come faceva allora, la batteria di Copeland ha lo stesso inconfondibile suono delle pelli accordate fino al punto di rottura, Summers gioca con la sua chitarra come fossero due, è lui il vero centro alchemico del trio che seppe sfilare il rock dalla ghigliottina nichilista del punk, puntando con fiducia sul crossover e sul ritmo in levare del reggae.

"Dai a Sting quello che vuole" continua a dirsi Copeland dall'inizio del tour, partito il 27 maggio scorso a Vancouver. E stasera c'è qualche motivo in più per tenere a bada l'ego ipertrofico della voce dei Police: il concerto di Torino cade nel giorno in cui Sting festeggia i suoi 56 anni, e tutto succede all'indomani del conferimento da parte del ministro della cultura francese del titolo di Cavaliere dell'Ordine delle arti e delle lettere che Sting condivide con i suoi due compagni di strada. Un dettaglio che deve avergli messo le ali all'autostima se è vero che ha sempre considerato i suoi testi degni della migliore letteratura.

La serata Police è stata aperta dalla voce di Raiz e dai ritmi della Notte della Taranta, nella versione diretta da Vittorio Cosma e arrangiata nel 2003 da Copeland, e ha avuto poi una spalla familiare quando sul palco sono saliti i Fiction Plane guidati dal figlio di Sting, Joe Sumner, che hanno offerto quasi una riedizione dei primi Police (molto più Reggatta de Blanc che Outlandos d'amour) bagnati però in un post grunge che ha studiato la lezione dei Nirvana e dei Pearl Jam.

Quindi sono sulla scena sono entrati i tre marziani londinesi, e hanno conquistato subito il palco e il cuore della platea con la stessa energia di trent'anni fa, con l'esperienza e la malizia accumulati nel tempo e con una nuova, cristallina e strabiliante sintonia rodata nella parte americana ed esplosa nella parte europea di questo tour.

Sarà pure che Sting insegue in ogni concerto la perfezione quasi fosse un suo personale incubo ma in questi redivivi Police sembrano sciolte tutte le tensioni accumulate negli anni: Syncronicity II e Walking on the moon sono un colpo al cuore dei fan quarantenni, ma a cantarle in coro sono anche i più giovani, Don't stand so close to me e Driven to tears verrebbe voglia di cantarle a squarciagola se solo avessimo la voce di quell'usignolo ultracinquantenne di Sting.

C'è una magia, in certi ritorni, che può tagliare la parola in bocca ai critici e che riesce ad annullare in un secondo ogni timore di effetto nostalgia. Più moderni di allora, ancora in grado di emozionare, sono tornati i Police.
la mente malsana e Poppettosa di: SnoopySnacks data astrale 07:34 | Link | commenti (30)
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